Matteo Flora

BARBIE AUTISTICA: inclusione cheap e venduta bene... #1518

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Sinopse

Mattel ha lanciato una Barbie “autistica”, inserendola nella linea di bambole pensate per rappresentare disabilità e neurodiversità. La bambola arriva con accessori “da spettro”: cuffie antirumore, fidget, tablet. L’idea dichiarata è far sentire rappresentati i bambini neurodivergenti e, allo stesso tempo, educare i neurotipici all’inclusione.Mi avete chiesto, da ''dentro lo spettro'' cosa ne penso, e la mia riflessione è molto semplice: nella bontà del gesto, forse va capito come il rischio è vendere una versione Instagram-friendly dell'inclusione. L’autismo non è un set di gadget, è complessità quotidiana, overload, fatica relazionale, incomprensioni, crisi. E quando l’unica immagine pop diventa quella carina e rassicurante, chi vive lo spettro in modo più duro finisce ancora più invisibile. È una rappresentazione con retrogusto amaro di tokenism: ti do il simbolo, ma non cambio davvero lo sguardo (né il mondo) attorno a quel simbolo. La Barbie può essere un inizio, non scambiamola per un arrivo.~~~~~ INGAG